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mercoledì 21 ottobre 2009

Silence! I kill you...







"Mi aspetto - ha detto il nostro ministro della giustizia Angelino Alfano - che i giudici facciano il loro dovere indagando, perseguendo e trovando coloro i quali, inneggiando all'odio e all'omicidio, commettono un reato penale". "Nel nostro Paese - conclude - esiste l'obbligatorietà dell'azione penale".


Io invece, a 'sto punto, m'aspetto segnali fulminei dall'alto visto che continuo a blaterare di voler piazzare una bomba sotto le auguste natiche del nostro santissimo e benedettisimo pastore tediesco.

mercoledì 7 ottobre 2009

left...gauche...linke...



E se i giudici invece d'essere di sinistra e facenti parte di "una minoranza di magistrati rossi che è organizzatissima e che usa la giustizia a fini di lotta politica", fossero stati di destra o di centro?
La frase del presidente è più che chiara " il lodo Alfano è stato bocciato per COLPA dei rossi"; fossero stati giudici neri, blu, gialli o bordeaux sarebbe stata tutta un'altra cosa avrebbero capito che il Lodo Alfano è cosa necessaria e giusta per il benessere della nazione; invece sfortunatamente a lui sono capitati tutti giudici rossi (di quelli che a colazione mangiano i bambini), che ce l'hanno proprio con lui (che invece è così pio e santo) e hanno bocciato la sua copertura giudiziaria.
Ma alla fine dei conti sa bene che la sua santità non potrà essere attaccata da tutto ciò perchè monsieur le president la sa lunga...conosce già la sintesi...

domenica 6 settembre 2009

Videocrazia parte II - la ritrattazione

Come è giusto che sia mi tocca ritrattare, ieri pomeriggio sono andata al cinema a vedere "Videocracy" e devo ammettere che si è rivelata una grande delusione soprattutto perchè (come era intuibile) non comunica nulla di nuovo, sì la critica c'è e rimane sempre celata sotto lodi infinite del sistema televisivo/politico berlusconiano che trovano spazio nelle figure di Lele Mora che fa sentire inni fascisti e rimpiange Benito, venera Silvietto e si vanta di trovare ragazzi comuni talentuosi da far diventare idoli per le masse o nell'immagine di Corona che rappresenta la virilità (cfr: il nudo integrale) e la ricerca spasmodica di soldi, cioè quelli ideali che le masse legano al cantante da crociera più famoso d'Italia.
C'è da dire infine che seppur il film risulta poco sovversivo e per niente fuori dagli schemi, mi ha colpita particolarmente il riuscire a racchiudere all'interno dei fotogrammi, di flash in modo brillante e distorto il degrado nel banale all'interno del quale l'Italia si è tuffata a capofitto negli ultimi 30 anni di storia rappresentando la correlazione fra potere e banalità.

venerdì 28 agosto 2009

Democracy or Videocracy??

Rispondendo all'appello di Nicolò Zarotti e ispirandomi ad altri blog, ho deciso di pubblicare anch'io il trailer di Videocracy di Erik Gandini su questo blog. Perchè?
per più motivi:

  1. perchè credo che la televisione proprio perchè mezzo di comunicazione di massa usato dall'80% degli italiani (per lo più per dilettarsi con st$=?*#te e ogni tanto per informarsi) dovrebbe almeno almeno darci la possibilità di avere nuovi punti di vista magari non allineati col sistema e con il governo;


  2. perchè come mandano in onda zoccole, idioti (i Robin Hood e i Fra Tack della situazione), gli amici di Mario e Costanzo, le talpe, le mosche, le isole, le tribù, fiammetta e i 3 rimba con le chitarre e i bonghi, potrebbero pubblicizzare e divulgare un'altra faccia del dado Italia;


  3. (e penso sia il punto più importante) perchè questo è un segnale lampante e visibile, e soprattutto da non sottovalutare, la Mondadori (di proprietà mio carissimo e stimato Silvietto& family) fino a due anni fa pubblicava libri contro di lui, di critica, poi a inizio giugno vengono pubblicate sul quotidiano spagnolo El pais foto che in Italia erano state censurate, poi oggi navigando scopro che il trailer di un film che va a delineare un profilo del nostro cessosissimo paese non viene distribuito su le reti Rai (che paghiamo e in cui potremmo almeno pretendere di vederlo passare fra la pubblicità dei flauti mulino bianchi e quella della vj lines seta ultra lino e malva) né tanto meno sulle reti Mediaset perchè diciamolo non c'era spazio né fra tutti i buchi pubblicitari (1ora su 2 ore e mezza di film) né fra i vari interessantissimi programmi che ci propinano dalla mattina a sera, da sera a notte fonda e da notte fonda alla mattina.
    Bene (in verità male) a questo punto (non per essere apocalittici) qualche cosa inizia a puzzarmi, par che Napoleone stia ripartendo all'attacco e spero tanto (ma veramente tanto) che sia un'altra battaglia di Waterloo, che lui e i suoi soldatini verdi quelli del "legittimo torturare i clandestini" se ne tornino a casa con il carroccio, la carrozza, anche con l'asinello va bene tutto basta che si dia (metaforicamente parlando) una bella passata di straccio là dove tutti si siede, magnano, rubano e urlano "Roma ladrona".


Per cui finita la mia divagazione personale circa la mia stima nello Stato, nel Governo e soprattutto nelle reti Rai/Mediaset, ecco a voi il trailer di Videocracy.


mercoledì 27 maggio 2009

Vincere e...aiutooooooooooooooooooooo


Cattive nuove dal fronte occidentale si sentono scricchiolii sulla lunga pista di pattinaggio italiana, sui quotidiani britannici si parla già di sprofondamento e io, che da mesi ipotizzo questo evento, sto iniziando seriamente a preoccuparmi.


dal corriere della sera:

Berlusconi: Financial Times, Berlusconi "esempio deleterio"

27 Maggio 2009 09:07 POLITICA

ROMA - "Un pericolo, in primo luogo per l'Italia, e un esempio deleterio per tutti". Cosi' il Financial Times, in un editoriale, definisce il premier Silvio Berlusconi. "Non e' evidentemente Mussolini - scrive il quotidiano economico inglese - ha squadroni di veline al seguito, non di camicie nere"; ma e' "un uomo molto ricco, molto potente e sempre piu' spietato". E il pericolo rappresentato dal presidente del Consiglio e' di "ordine diverso da quello di Mussolini", prosegue il Financial Times: "e' quello del potere dei media, che mina i contenuti seri della politica e li sostituisce con lo spettacolo. E' quello di una spietata demonizzazione dei nemici e del diniego di garantire basi autonome ai poteri concorrenti. E' quello di mettere una fortuna economica al servizio della creazione di un'immagine forte, fatta di asserzioni di infinito successo e sostegno popolare". Sotto accusa, per il giornale, anche "l'assenza' della sinistra, le "istituzioni deboli e talvolta politicizzate" e soprattutto "un giornalismo che ha accettato spesso un ruolo subalterno". (Agr)

venerdì 1 maggio 2009

REVOLUTIONARY CRICKET!!

REVOLUTION!




E ORA RIPORTO IL POST PUBBLICATO IN DATA ODIERNA SUL SUO BLOG:

"Freedom House l'organizzazione fondata da Eleanor Roosevelt, ha classificato l'Italia semi libera per l'informazione. Unica nazione europea occidentale. Dietro di noi ci sono Corea del nord, Turkmenistan, Birmania, Libia, Eritrea. Ma non disperiamo, siamo in grado di raggiungerle grazie a giornalisti come Belpietro, Riotta, Mimun e a politici della statura di Boccone del Prete Franceschini e di (Musso)Fini.Freedom House attribuisce la nostra posizione al controllo delle televisioni da parte dello psiconano. Non sono d'accordo. La libertà di espressione, di scrivere e di voler ascoltare la verità non dipende da un ometto senza principi. La responsabilità è degli italiani. Un popolo che, nella sua maggioranza, pagherebbe per vendersi. Un popolo simpatico, gioviale, senza pensieri. Con un udito sensibile. Il suono della verità gli fa male ai timpani. Con la memoria di un'ameba. Che dedica piazze e vie al latitante Bottino Craxi e tollera un corruttore professionista alla guida del Paese.Testa d'Asfalto fa il suo mestiere. Vende la merce che gli italiani vogliono comprare. La dimenticanza è un tratto nazionale. Nessuno ricorda più nulla. Qui e ora, solo qui e ora è importante. L'informazione si nutre del passato, ma il passato in Italia non esiste. L'Italia vive in un eterno presente. La sua memoria è una spiaggia lavata senza sosta dalle onde del mare. Un Paese cinico, spesso servo, per un periodo luce del mondo. Un posto in cui si vive bene solo se si è già morti dentro. Un Paese senza coscienza di sè che forse non esiste. Un tunnel di morti ammazzati e dimenticati. In nessun Paese democratico nel dopoguerra c'è stata una strage di magistrati, di giornalisti, di poliziotti, di Carabinieri, di persone comuni, semplicemente oneste, come in Italia. E' stata una strage immane, un Vietnam d'Italia, lo documenta il Calendario dei Santi Laici. L'italiano non parla, non sente, non vede e odia l'informazione. Per informarsi e trarne le conseguenze dovrebbe mettere in discussione tutto, a partire da sè stesso e dal suo contributo alla vita sociale. Non vuole sapere, perchè sapere è pericoloso. L'italiano è barricato in suo fortino personale di convizioni, di miti, di balle, di televisioni. E' una questione di sopravvivenza. E' un malato terminale di democrazia che si illude di essere libero. L'italiano vive un incubo, ma riesce a trasformarlo in un sogno. Per lui tutto è possibile, l'importante è crederci. Disinformare per Credere. Freedom House ha anche fatto l'elenco dei "10 peggiori Paesi per essere un blogger". Sono: Myanmar, Iran, Siria, Cuba, Arabia Saudita, Vietnam, Tunisia, Cina, Turkmenistan e Egitto. L'Italia non c'è ancora, ma è solo questione di tempo. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure."



Link:

www.beppegrillo.it